Approvate dal Parlamento europeo le proposte sul pacchetto “Economia Circolare”

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Il 14 marzo l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato la proposta di modifica al progetto di aggiornamento – presentato nel dicembre 2015 dalla Commissione – di sei direttive europee. Si tratta delle direttive quadro sui rifiuti; sui rifiuti di imballaggi; sui Raee; sui veicoli fuori uso;sulle batterie; e sulle discariche. Nei prossimi mesi è attesa la posizione al riguardo da parte del Consiglio europeo.

Una volta definita la posizione del Consiglio, si andrà ad un confronto tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio per condividere il testo finale delle modifiche da apportare alle direttive. L’attuale Presidenza maltese del Consiglio ha annunciato intenzione di raggiungere l’accordo con il Parlamento europeo entro il 1 luglio prossimo.

L’assemblea del Parlamento ha di fatto accolto la proposta passata in Commissione ambiente del Parlamento e sostenuta dalla relatrice on. Simona Bonafè.

L’Assemblea chiede di alzare gli obiettivi di riciclaggio da raggiungere entro il 2030:

  • per quanto riguarda i rifiuti urbani al 70%, di cui almeno il 5% preparati per il riutilizzo (posizione della Commissione europea: 65%);
  • per quelli di imballaggio all’80%, oltre ad un almeno il 10% di imballaggi riutilizzati (posizione della Commissione europea :75%);
  • per la quantità massima conferibile in discarica 5% (posizione della Commissione europea: 10%);

e di disporre obiettivi di prevenzione della produzione di scarti alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 rispetto alla quantità generata nel 2014, nonché l’obiettivo dell’Unione europea di ridurre i rifiuti marini del 30 % entro il 2025 e del 50 % entro il 2030 rispetto ai valori del 2014.

Per tale ultimo obiettivo viene previsto che, entro il 31 dicembre 2017, la Commissione adotti una metodologia, che includa anche i requisiti minimi di qualità, per la misurazione uniforme dei livelli di rifiuti marini di origine terrestre. Una metodologia per il calcolo della prevenzione dovrà essere definita dalla Commissione entro il 31 dicembre 2018.

Viene, inoltre, sollecitata l’introduzione dell’obbligatorietà della raccolta differenziata dei rifiuti di indumenti, nonché per i rifiuti da costruzione e demolizione l’adozione di misure intese a garantire la cernita di almeno per i seguenti elementi: legno, frazioni minerali (cemento, mattoni, piastrelle e ceramica), metalli, plastica, intonaco, vetro e gesso. Infine viene richiesto che le frazioni oggi oggetto di raccolta differenziata siano oggetto di cernita anche per i rifiuti speciali.

Altri aspetti salienti del documento votato consistono nella richiesta di rafforzare la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), di fare un maggior ricorso a strumenti economici come la tassazione dell’incenerimento e l’introduzione della cauzione, nonché di agire in maniera più decisa per la riduzione delle sostanze pericolose presenti nei prodotti e nei rifiuti.

Sono rilevanti anche le richieste di conservare l’attuale definizione di preparazione per il riutilizzo e così rigettare la proposta della Commissione di estenderla anche ai non rifiuti. A tal fine si propone l’introduzione di un nuovo codice di attività di recupero dei rifiuti (R1-prparazione per il riutilizzo).

Infine è di notevole interesse l’introduzione di allegato IV-bis che riporta un elenco indicativo degli strumenti per promuovere il passaggio verso un’economia circolare. Questo elenco è diviso in 2 categorie.

La prima che indica gli Strumenti economici:
  • aumento progressivo delle tasse e/o dei diritti sul collocamento in discarica per tutte le categorie di rifiuti (urbani, inerti, altri);
  • introduzione o aumento delle tasse e/o dei diritti sull’incenerimento;
  • introduzione di sistemi di tariffe puntuali (“pay-as-you-throw”);
  • misure intese a migliorare l’efficienza, in termini di costi, dei regimi di responsabilità del produttore, vigenti e futuri;
  • estensione del campo di applicazione della responsabilità finanziaria e/o operativa del produttore a nuovi flussi di rifiuti;
  • incentivi economici che stimolino le autorità locali a promuovere la prevenzione, nonché a sviluppare e potenziare i sistemi di raccolta differenziata;
  • misure a sostegno dell’espansione del settore del riutilizzo;
  • misure volte a sopprimere le sovvenzioni in contrasto con la gerarchia dei rifiuti.
La seconda riporta le altre misure:
  • appalti pubblici sostenibili volti a promuovere la produzione e il consumo sostenibili;
  • misure tecniche e fiscali intese a sostenere lo sviluppo dei mercati dei prodotti riutilizzati e dei materiali riciclati (anche compostati), così come a migliorare la qualità dei materiali riciclati;
  • adozione delle migliori tecniche disponibili per il trattamento dei rifiuti volte a eliminare le sostanze estremamente preoccupanti, ove tecnicamente ed economicamente fattibile;
  • misure volte a sensibilizzare maggiormente i cittadini su una corretta gestione dei rifiuti e sulla riduzione dell’inquinamento da rifiuti, ivi comprese apposite campagne per ridurre i rifiuti alla fonte e promuovere un elevato grado di partecipazione ai sistemi di raccolta differenziata;
  • misure volte a garantire un adeguato coordinamento, anche per via digitale, tra tutte le autorità pubbliche competenti che intervengono nella gestione dei rifiuti e ad assicurare la partecipazione di altre parti interessate rilevanti;
  • utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture di gestione dei rifiuti necessarie per conseguire gli obiettivi pertinenti.

 

I testi approvati sono disponibili sul sito del Parlamento Europeo al seguente link:

www.europarl.europa.eu | Strasburgo – 14 Marzo 2017

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