| 19/02/09 |
|
|
Secondo i dati pubblicati da Terna nel mese di gennaio 2009 la quantità di energia elettrica richiesta in Italia ha fatto registrare un calo del 8,5% rispetto a gennaio dell’anno precedente. |
Il consumo si è aggirato sui 27,3 miliardi di kilowattora, lo 0,4% in meno rispetto al mese di dicembre. Sicuramente le due giornate lavorative in meno rispetto a gennaio 2008 e una temperatura media mensile più fredda di un grado e mezzo hanno avuto i loro effetti, ma anche a parità di calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica sarebbe pari a -8%. E un dato simile non si registrava dal lontano agosto del 1975, quando il calo fu di 7,6%. Le cause vere e proprie vanno ricercate quindi altrove e in modo particolare nella fase di debolezza della produzione industriale dovuta alla crisi che, nel mese di gennaio, ha mostrato una flessione a due cifre secondo i dati del Centro Studi Confindustria. Ma analizziamo i dati nello specifico. Questo calo infatti ha fatto registrare una distribuzione territoriale diversa. Mentre al Nord (-9,7%) e al Centro (-8,6%) la diminuzione è stata più accentuata, al Sud (-6,2%) si è fatta sentire molto meno. Infine, calcolando che nel mese di gennaio 2009 il fabbisogno italiano di energia elettrica è stato coperto per l’85,9% dalla produzione nazionale, si può facilmente ottenere l'andamento di ogni singola tipologia energetica e capire quale di essa ha risentito maggiormente della crisi. In calo la produzione termoelettrica (-16,8%) e geotermoelettrica (-8,6%); in crescita, invece, la produzione idroelettrica (+35%) e quella eolica (+1,9%). Nel complesso la produzione nazionale netta (24 miliardi di kWh) ha risentito maggiormente della crisi rispetto al dato aggregato; è diminuita infatti dello 10,7% se raffrontata allo stesso mese dell'anno precedente. (Redazione Nextville) |