| 03/04/12 |
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La bolletta energetica per i combustibili fossili è passata da 49,7 miliardi di euro nel 2010 a 58 miliardi nel 2011, con un aumento di 8,3 miliardi di euro, anche se i consumi di combustibili fossili sono diminuiti da 155,2 Mtep nel 2010 a 151 Mtep nel 2010. |
Lo sottolinea il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi. Gli aumenti più consistenti riguardano il petrolio, la cui fattura passa da 28,4 miliardi nel 2010 a 34,9 miliardi nel 2011, anche se i consumi di petrolio sono scesi da 72,2 Mtep a 70,9 Mtep nel 2011. Se guardiamo i dati del decennio scorso, dal 2000 al 2011, il fenomeno del forte aumento dei costi dei combustibili fossili è ancora più evidente: erano 34,7 miliardi (in valore reale 2011) nel 2000 e sono saliti a 58 miliardi nel 2011, con un aumento di 23,3 miliardi, anche se i consumi di combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) sono scesi da 162,8 Mtep nel 2000 a 151 Mtep nel 2011.
L'aumento dell'incentivo in bolletta per le rinnovabili elettriche, a fine 2011, rispetto al 2010, è stato, insolitamente alto, pari a circa 6 miliardi, con aumento della produzione nazionale di energia elettrica rinnovabile, soprattutto fotovoltaica, di circa 10 miliardi di KWh. Sono solo per l'elettricità e l'aumento è il più alto mai registrato per gli incentivi alle rinnovabili: tutto vero. In ogni caso questo aumento è inferiore di quello della bolletta pagata per le fonti fossili, importate, aumento pagato nonostante un consumo minore. Se guardiamo al futuro - prosegue Ronchi- è bene tener presente che le fonti fossili costeranno sempre di più (in particolare il petrolio), mentre i costi delle rinnovabili (e degli incentivi) sono in diminuzione. L'Italia ha un interesse strategico di tipo economico, non solo ambientale, nel sostenere e promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili, quello di ridurre la bolletta delle importazioni di combustibili fossili, impedendo che cresca troppo, deprimendo la competitività della nostra economia. |