Il Rapporto dal titolo "Mapping the impacts of natural hazards and technological accidents in Europe" esamina tre divesrsi tipi di catastrofi: quelle meteorologiche (alluvioni, siccità, incendi, temperature estreme) , quelle geofisiche (valanghe, terremoti, vulcani), quelle tecnologiche (incidenti industriali, perdite di petrolio o di sostanze tossiche).
Il maggior numero di perdite in vite umane, secondo l' Agenzia, è da attribuire all'aumento delle attività umane anche in aree particolarmente a rischio, ma anche, in piccola parte, ad un più efficace sistema di monitoraggio.Secondo l' Agenzia, le perdite attribuibili ai cambiamenti climatici sono attualmente impossibili da quantificare accuratamente, ma prevedibilmente in futuro aumenteranno dal momento che la frequenza e l'intensità dei fenomeni atmosferici estremi è destinata a crescere.
Questi alcuni dati contenuti nel rapporto.
Sono state le temperature estreme a causare il maggior numero di morti, più di 70.000 morti in eccesso sono stati stimati nell' estate del 2003; alluvioni e tempeste sono stati i disastri con gli impatti economici più elevati: circa 52 miliardi di euro per le alluvioni e 44 miliardi per le tempeste; gli incidenti tecnologici hanno causato gli impatti ambientali più alti, gli incidenti petroliferi delle petroliere Erika e Prestige hanno costituito il peggior disastro ecologico per le acqua europee. |