La grandeur di Macron per il clima

di Edo Ronchi 

dal blog HuffingtonPost

In occasione del 14 luglio, la festa nazionale francese che celebra la presa della Bastiglia nel 1789, si moltiplicano i commenti sul modello gollista e mitterandiano della grandeur del Presidente Emmanuel Macron.

Poco o nulla invece è stato scritto in Italia – come al solito – sulla grandeur che ispira il “Plan climat” appena presentato dal governo francese, con la firma del Ministro della Transizione ecologica e solidale Nicolas Hulot. Si tratta di un primo documento di intenti che annuncia che il governo presenterà un nuovo piano per il clima e l’energia entro il 2018, coerente con una traiettoria che punta alla neutralità carbonica – emissioni di gas serra uguali agli assorbimenti entro il 2050 – per attuare l’Accordo di Parigi che prevede di contenere l’aumento della temperatura globale fra 1,5 e 2°C.

Questa anticipazione del piano per il clima e l’energia non è una proposta organica: manca, per esempio, un chiarimento sul nucleare francese (se verrà mantenuto o meno l’ obiettivo indicato da Ségolène Royal Ministro dell’ecologia del governo precedente, di ridurre al 50% entro il 2030 la quota di elettricità da fonte nucleare, oggi ancora intorno al 75%); contiene una esplicita richiesta di rafforzamento dell’impegno europeo, ma non una proposta di diversa articolazione degli obiettivi europei al 2030 per la riduzione delle emissioni di gas serra (del 40%) e per il risparmio energetico (al 27-30%); per le rinnovabili ribadisce l’impegno, già preso dal precedente governo, di farle crescere entro il 2030 al 32% (rispetto al 27% del pacchetto europeo, assunto anche dall’Italia).
Non mancano, tuttavia, in questa anticipazione novità interessanti e di rilievo: non dare più permessi di esplorazione per gli idrocarburi e non rinnovare le concessioni esistenti in modo da bloccare, progressivamente entro il 2040, l’estrazione di idrocarburi dal territorio francese; chiudere entro il 2022, le ultime centrali a carbone; vietare in Francia, entro il 2040, la vendita di automobili che emettono gas serra, sia diesel che benzina.

L’intento politico del “Plan climat” risulta chiarissimo: affermare che la Francia intende assumere un ruolo di leadership, europea e internazionale, nell’attuazione dell’Accordo di Parigi, per accelerare la lotta contro il cambiamento climatico.  La scelta di Nicolas Hulot – uno fra i più noti ambientalisti francesi che ha coordinato, su incarico del Presidente Hollande, la diplomazia francese nella complessa trattativa internazionale che ha preparato e portato al raggiungimento dell’Accordo di Parigi – al Ministero chiave per il programma di transizione ecologica, conferma il grande rilievo che Macron intende dare alla questione climatica.

Abituato a sentire leader politici timorosi di non fare più degli altri per il clima, confesso di provare un’insolita piacevole sensazione nel vedere che c’è chi punta invece a fare di più e meglio degli altri: a fare, per esempio, di Parigi il polo internazionale della finanza verde, a rafforzare, anche come singolo Paese, la carbon tax, dicendo che 100 euro a tonnellate di CO2 non sono sufficienti per la traiettoria sotto i 2°C, a continuare a guidare la complessa iniziativa diplomatica europea e internazionale per il clima.

Non tutta la grandeur francese viene per nuocere.

Download “Gouvernement de la République française - Ministère de la Transition écologique et solidaire | Plan Climat”


Articolo originale pubblicato su Huffington Post Blog in data 14/07/2017