
Un nuovo obiettivo climatico intermedio e vincolante per il 2040, pari a una riduzione del 90% delle emissioni nette di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990 da ottenere anche introducendo margini di flessibilità sulle modalità di conseguimento per rendere la traiettoria meno rigida. Gli eurodeputati hanno approvato in via definitiva, con 413 voti favorevoli, 226 contrari e 12 astensioni, alcune modifiche alla legge sul clima dell’UE.
Il voto segue un accordo politico tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE che aveva chiesto una maggiore flessibilità per rendere operativo il nuovo obiettivo al 2040. Tale flessibilità comprende la possibilità che a partire dal 2036, fino a cinque punti percentuali delle riduzioni nette delle emissioni (due punti percentuali in più rispetto alla proposta della Commissione) potranno provenire da crediti internazionali di carbonio di elevata qualità provenienti da paesi partner.
Nel testo si prevede anche la possibilità di utilizzare le rimozioni permanenti di carbonio a livello nazionale per compensare le emissioni difficili da ridurre fra i settori coperti dall’ETS e una maggiore flessibilità tra i diversi settori dell’economia. Viene anche rimandata di un anno -dal 2027 al 2028- l’introduzione dell’ETS2 che riguarda le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di carburanti negli edifici e nel trasporto stradale.
La Commissione valuterà i progressi verso l’obiettivo ogni due anni, alla luce dei dati scientifici più aggiornati, degli sviluppi tecnologici e della situazione della competitività industriale dell’UE. Terrà inoltre conto delle tendenze dei prezzi dell’energia e delle loro ripercussioni su imprese e famiglie, nonché dello stato delle rimozioni nette a livello dell’UE rispetto a quanto necessario per conseguire l’obiettivo del 2040. A seguito di tale revisione, la Commissione potrà proporre una modifica della normativa climatica dell’UE, che potrebbe includere un adeguamento dell’obiettivo per il 2040 o l’adozione di misure aggiuntive per rafforzare il quadro di sostegno, ad esempio per tutelare la competitività, la prosperità e la coesione sociale dell’UE.
Una volta che il Consiglio avrà formalmente approvato il testo, questo entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.