di Edo Ronchi da HuffPost
Quando me l’hanno segnalato stentavo a crederci. Ho letto poi, mentre ancora stavo riflettendo sulla rapidità dell’aggravamento della crisi climatica che ci ha travolti questa estate, le più spudorate fake news negazioniste nell’opuscolo “Cambiamenti climatici Scenari sfide soluzioni”, pubblicato nel luglio 2026, “con il contributo della Regione Veneto” e distribuito dal “Comune di Belluno, Assessorato Ambiente e Protezione civile “nelle classi quarte e quinte degli istituti superiori cittadini, gli ordini professionali, agli enti che si occupano di gestione e tutela del territorio, disponibile nella Biblioteca civica e in altre biblioteche della provincia.
Nell’intervento, pubblicato in questo opuscolo, “Resilienza dei territori tra conoscenza, manutenzione e incertezza” del dott. Giorgio Giacchetti (presidente Ordine dei geologi del Veneto), si legge, infatti, “II clima sulla terra non è mai stato stabile, anzi ha sempre manifestato alternanze di periodi freddi e caldi. Attualmente le temperature si stanno elevando agli optimum climatici già raggiunti in passato. Le osservazioni sulle carote di ghiaccio e sugli aspetti paleoclimatici indicano che l’innalzamento della temperatura atmosferica globale antecede l’incremento della concentrazione di CO2. In altri termini nei cicli climatici naturali l’aumento della concentrazione di CO2 (ora attorno a 460 ppm) è sempre stata la conseguenza e non la causa dell’aumento della temperatura. A dispetto delle politiche intraprese nei meeting internazionali (protocollo di Kyoto 1997, COP 28 di Parigi e Dubai) per la riduzione delle emissioni antropiche, la concentrazione di CO2 continua a salire leggermente. Ma l’incremento delle temperature che ne deriva è molto minore di quello previsto dai modelli previsionali che supportano le politiche di decarbonizzazione. Evidentemente i modelli previsionali non sono robusti. Su questo si osserva che oltre la concentrazione di 260 ppm l’effetto serra della si attenua fino a divenire trascurabile”.
Tutte queste affermazioni sono false. Il mondo scientifico, a partire dall’IPCC – il Panel internazionale degli scienziati del clima indicati dai governi – ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che sono le attività umane, principalmente attraverso le emissioni di gas serra, ad aver causato l’attuale riscaldamento globale.
L’effetto serra è noto: la radiazione solare attraversa l’atmosfera terrestre con diverse lunghezze d’onda, la superficie terrestre le riflette, come radiazioni termiche, nella lunghezza d’onda dell’infrarosso che è, in parte, trattenuta da alcuni gas presenti in atmosfera, detti appunto gas serra. L’aumento della concentrazione di questi gas aumenta la quota di radiazioni infrarosse trattenute, quindi del calore trattenuto nell’atmosfera, col conseguente maggiore riscaldamento della Terra. Le carote di ghiaccio non dimostrano affatto che la CO₂ attuale sia una conseguenza del caldo, ma, al contrario. Documentano che l’aumento della CO2 deriva dall’aumento, misurato e corrispondente, della differenza fra le emissioni generate dalle attività umane e gli assorbimenti. L’effetto della CO₂ non diventa affatto trascurabile oltre 260 ppm: come stiamo verificando, ogni aumento significativo della concentrazione della CO2 nell’atmosfera produce una nuova e rilevante perturbazione del bilancio energetico terrestre. I modelli utilizzati per analizzare la crisi climatica attuale non sono affatto smentiti dalle osservazioni, sono proprio le simulazioni che comprendono soltanto le forzanti naturali che non riescono a dimostrare il livello di riscaldamento che stiamo osservando.
Se si diffondessero nelle scuole opuscoli che inneggiano a Hitler o che attribuiscono la diffusione della peste agli untori, o che sostengono che la Terra è piatta, non ci sarebbero esitazioni a vergognarsene, a ritirarli e buttarli in un cestino. Ma per tesi negazioniste della crisi climatica c’è – come dimostra questa incredibile vicenda di Belluno – ancora colpevole tolleranza, quando non ipocrita complicità. I danni che provoca la cattiva informazione in materia di crisi climatica sono gravi ed evidenti: creano confusione, ostacolano la partecipazione e minano il consenso verso azioni, urgenti e necessarie, per contrastare la crisi climatica, contribuiscono a giustificare il disimpegno di politiche e misure di mitigazione e di adattamento e concorrono così al suo aggravamento.
PS: Visto che il dott. Giorgio Giachetti interviene come Presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, l’Ordine dei geologi non ha nulla da dire sul negazionismo climatico?