
L’Associazione ADQ (Associazione Demolitori di Qualità) scende in campo con una nota ufficiale per smontare le narrazioni allarmistiche sul nuovo Regolamento europeo e mettere in guardia gli autodemolitori da iniziative consortili prive di fondamento.
Il settore dell’automotive sta vivendo una fase di profondo e strutturale cambiamento normativo, destinata a ridisegnare le responsabilità lungo l’intera filiera del fine vita dei veicoli. Al centro di questa trasformazione c’è la prossima adozione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), previsto dall’emanando regolamento sulla gestione dei veicoli fuori uso (ELV), che imporrà a produttori e importatori di farsi carico dell’intero ciclo di vita dei veicoli immessi nel mercato, incluse le attività di recupero e di smaltimento.
In questo scenario delicato, ADQ, attraverso le parole del Segretario Politico Roberto Capocasa, ha diffuso una lettera aperta per fare chiarezza e arginare il proliferare di messaggi fuorvianti che rischiano di disorientare il mercato.
Attenzione alle “scorciatoie” aggregative
L’Associazione denuncia con fermezza la nascita di iniziative promosse da singoli soggetti che, spesso per fini personali o economici, stanno costituendo consorzi o aggregazioni tra autodemolitori. Queste iniziative vengono pubblicizzate facendo leva su timori infondati, lasciando intendere che l’adesione sia l’unico modo per sopravvivere al cambiamento o per trattare con le case automobilistiche.
La posizione di ADQ è netta: queste operazioni non conferiscono alcuna reale forza negoziale. L’atteso Regolamento sugli ELV, infatti, non prevede un ruolo contrattuale diretto per gli autodemolitori nei confronti dei produttori, né legittima “scorciatoie” basate su interpretazioni strumentali della norma.
Cosa cercano davvero le case automobilistiche
ADQ sottolinea come l’interesse prioritario dei produttori non sia negoziare con consorzi spontanei, bensì essere manlevati dalle responsabilità operative e legali attraverso sistemi certi e affidabili. La soluzione strutturale e più probabile sarà quella dei Sistemi Collettivi: consorzi formati dai produttori stessi e autorizzati dal Ministero, verosimilmente gestiti attraverso un Centro di Coordinamento (sul modello già vincente dei RAEE o delle batterie). Un assetto che garantirà efficienza ed eviterà distorsioni della concorrenza.
Un percorso di verità e tutela
La nota di ADQ invita quindi gli operatori alla prudenza, diffidando da chi promette ruoli privilegiati privi di fondamento normativo. Il ruolo dell’autodemolitore non è in discussione, ma resterà quello di un soggetto autorizzato e qualificato che opera all’interno di sistemi organizzati dai produttori.
ADQ non intende questa iniziativa un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Nei prossimi mesi l’Associazione promuoverà ulteriori momenti di confronto e approfondimento associativo, finalizzati a spiegare con maggiore dettaglio cosa sta realmente accadendo, quali scenari sono plausibili e quali, invece, rischiano di restare solo suggestioni utili a chi le diffonde.