Energia, Papa Francesco, urgente una transizione che tuteli poveri e ambiente

Non c’è tempo da perdere, “la civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà”, è necessaria una “transizione energetica” per “scongiurare disastrosi cambiamenti climatici che potrebbero compromettere il benessere e il futuro della famiglia umana e della sua casa comune”.

Papa Francesco torna a parlare di giustizia climatica e ambientale in un discorso rivolto ai dirigenti delle principali imprese del settore petrolifero ed energetico in occasione del Simposio “Transizione energetica e cura della Casa comune“, promosso dal Dicastero per lo Sviluppo umano integrale e dall’università americana di Notre Dame. Anche se “196 nazioni hanno adottato l’Accordo di Parigi con l’intenzione di limitare la crescita del riscaldamento globale sotto i 2°C – afferma Papa Bergoglio –le emissioni di CO2 dovute ai gas-serra sono sempre molto alte: questo è piuttosto inquietante e preoccupante”, anche perché, osserva il Papa, gli effetti del cambiamento climatico non sono distribuiti in modo uniforme, “sono i poveri a soffrire maggiormente delle devastazioni del riscaldamento globale, con le crescenti perturbazioni in campo agricolo, l’insicurezza della disponibilità d’acqua e l’esposizione a gravi eventi meteorologici”. Ora più che mai è quindi necessario, per il Pontefice, passare da fonti energetiche fossili a fonti rinnovabili, garantendo un approvvigionamento equo di energia a tutti e individuando “una strategia globale di lungo termine, che offra sicurezza energetica e favorisca in tal modo la stabilità economica, protegga la salute e l’ambiente e promuova lo sviluppo umano integrale, stabilendo impegni precisi per affrontare il problema dei cambiamenti climatici”. Si tratta per Papa Francesco di “una sfida epocale, ma anche di una grande opportunità“.

Per il presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, che ha commentato dalle pagine di Avvenire l’ appello del Pontefice, è necessaria una visone strategica del Pianeta dove “non si sprecano, ma condividono risorse”. “Serve –dice Ronchi – un accesso più equo delle risorse, perché non può esistere sostenibilità senza equità. Il problema ambientale è un problema sociale”.

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