La “Roadmap 2050”, un percorso di sostenibilità per l’industria cartaria

Una tabella di marcia che traccia ed analizza i percorsi di investimento che l’industria cartaria dovrebbe seguire per raggiungere l’obiettivo dell’80% di emissioni di carbonio in meno creando al contempo il 50% in più di valore aggiunto entro il 2050.
La Roadmap 2050, messa a punto da CEPI Confederazione Europea dell’Industria Cartaria,  lancia una sfida per ridurre dell’ ’80% le emissioni di carbonio attraverso la riduzione combinata delle emissioni dirette (efficienza energetica, cambio di combustibile, flessibilità della domanda di energia elettrica e tecnologie emergenti) e indirette (trasporti ed elettricità acquistata) pari a 37 milioni di tons di CO2 che porterebbe nel 2050 alla quota minima di 12 milioni di tons di CO2. Questo percorso di sostenibilità dovrebbe portare dagli attuali 16.5 miliardi di euro di valore aggiunto generati dall’industria cartaria europea dal 1990 al 2015 a quota 25 miliardi di euro.

Assocarta, nuovo socio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha presentato durante la loro assemblea Roadmap 2050 Europea del settore cartario europeo, primo settore in Italia a presentare una strategia per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione dell’80% di emissioni di CO2 entro il 2050 investendo su ricerca, innovazione, efficienza energetica e cogenerazione. In coerenza con la Strategia Energetica Nazionale (SEN), in consultazione fino al 12 settembre.

L’industria cartaria italiana è un settore maturo che produce un bio materiale ante litteram, che svolge un ruolo chiave nell’economia circolare in quanto utilizza una materia prima rinnovabile, il legno, che cresce in foreste gestite in modo sostenibile. Il tasso di “circolarità” è attestato anche dal 55% dei volumi prodotti che proviene da carta riciclata ed il tasso di riciclo negli imballaggi è addirittura all’80%. In Italia, ogni minuto, vengono riciclate 10 tonnellate di carta! Inoltre, negli ultimi 20 anni, il settore ha aumentato l’efficienza energetica del 20%. Fondamentale, sempre in un’ottica di economia circolare, il recupero degli scarti dal processo di riciclo – come in Svezia, Austria e Germania – che nel nostro Paese sono l’equivalente di 70.000 tonnellate di petrolio per un valore di circa 23 milioni di dollari”.

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