Oli lubrificanti esausti, dove l’economia circolare funziona

 

La raccolta degli oli lubrificanti esausti è un esempio di successo di economia circolare. Il 99% dell’olio recuperato viene, infatti, avviato alla rigenerazione, rispetto a una media europea che tocca appena il 55%.

Questa alta percentuale di riciclo ha significato nel 2017 per l’Italia un risparmio di 56 milioni di euro sull’acquisto di greggio da trasformare in olio lubrificante, senza contare i benefici ambientali.

Questo quanto emerge dal Report 2017 del Conou (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. Nel 2017 sono state raccolte oltre 183 mila le tonnellate di oli lubrificanti usati con un incremento di 6 mila tonnellate (pari al 3%) rispetto all’anno precedente. Si tratta di una raccolta del 45% di quello immesso sul mercato (la media europea è del 41%), +1% rispetto all’anno precedente. Se la quantità di oli minerali raccolta in più nel 2017 fosse stata sversata in acqua avrebbe potuto inquinare una superficie pari a 30 volte il lago di Garda.

L’avvio degli oli usati alla rigenerazione comporta numerosi vantaggi ambientali: non sono state emesse in atmosfera 44 mila tonnellate di CO2 equivalente, non si sono consumati 520 mila metri cubi di acqua (una quantità pari a 208 piscine olimpioniche), si sono risparmiate 262 mila tonnellate di risorse.

Download “Green Economy Report Conou | 2017” Pubblicato il: 21 Nov 2018

Download “Andrea Barbabella: Presentazione Green economy Report CONOU 2017” Pubblicato il: 21 Nov 2018

 

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