Pubblicato il II Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha pubblicato il II Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia che, come previsto dalla Legge 221/2015, si propone di tradurre in termini monetari una serie di informazioni ambientali e di misurare lo stato di conservazione del Capitale Naturale, che svolge un ruolo cruciale, finora per nulla riconosciuto, anche per il mantenimento dei processi economici del Paese.

In questa seconda edizione gli esperti del Comitato per il Capitale Naturale hanno proseguito nell’attività di costruzione di un quadro conoscitivo organico, migliorando le valutazioni sullo stato di salute degli ecosistemi terrestri e riportando i primi dati relativi alle ecoregioni marine, funzionali alla creazione di un sistema di contabilità ambientale per le Aree Marine Protette italiane. Il Rapporto illustra numeri e caratteristiche dei principali fattori di pressione che insistono negativamente sugli ecosistemi e sulla loro capacità di fornire Servizi Ecosistemici, evidenziando in particolare i possibili effetti indotti dai cambiamenti climatici.

In relazione a questo aspetto viene riportata anche una ampia rassegna di studi che hanno quantificato il valore economico dei Servizi Ecosistemici prodotti dagli ecosistemi italiani, con alcuni interessanti approfondimenti quali una valutazione del valore dei SE offerti dagli agrosistemi irrigui e una misurazione del valore economico del servizio ecosistemico di assorbimento dei gas serra.

Il Rapporto pone l’attenzione anche sui valori determinati dalla sinergia tra Capitale Naturale e Capitale Culturale. A questo proposito riporta i primi risultati di una ricerca che la Fondazione sta conducendo per conto del MATTM, nell’ambito della quale saranno identificati e quantificati i Servizi Ecosistemici Culturali forniti da 5 Parchi Nazionali.

Nell’ultima parte vengono fornite alcune indicazioni preliminari relativamente agli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale. Come già rilevato nella Relazione sulla Green Economy 2017, si evidenzia che le risorse destinate nel 2016 alla spesa primaria per la protezione dell’ambiente e per l’uso e la gestione sono pari a circa 0,6% della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato. Negli ultimi anni l’ammontare complessivo si è significativamente ridotto, passando da 8,3 Mld € del 2010 a 4,8 Mld € del 2016. Una misura per rendere più incisive le politiche di tutela e valorizzazione del Capitale Naturale potrebbe prevedere una diversa organizzazione delle imposte ambientali, il cui gettito complessivo è pari al 3,6 % del PIL nel 2016, incentivando attraverso la fiscalità un uso più razionale delle risorse e iniziative di miglioramento dei sistemi naturali, quali la realizzazione di Infrastrutture Verdi.

La recente approvazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, darà l’avvio all’utilizzo sistematico di un sistema di indicatori che consentirà, nei prossimi anni, di realizzare una valutazione quantitativa e più efficace degli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale.

 

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