
articolo elaborato dal Circular Economy Network
Dallo scorso 12 agosto sul territorio dell’Unione europea si applicano le prime nuove disposizioni previste dal Regolamento PPWR, acronimo che sta per Packaging and Packaging Waste Regulation.
Il nuovo regolamento imballaggi, licenziato nel gennaio 2025 ma che produce i primi effetti concreti a partire da questa estate, sostituisce la direttiva 94/62/CE e, in quanto regolamento, entra in vigore in tutti gli Stati Membri senza necessità di un recepimento nazionale. Il Regolamento PPWR costituisce il nuovo quadro di riferimento per tutta la filiera degli imballaggi, dalla progettazione al riuso e smaltimento. Nuove norme e obblighi documentali troveranno un’applicazione graduale da qui al 2030 e interesseranno tutti i soggetti coinvolti: produttori, importatori, utilizzatori finali.
I limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi per alimenti
Dal 12 agosto, la novità più rilevante riguarda le concentrazioni di PFAS e altre sostanze pericolose negli imballaggi a contatto con gli alimenti. I PFAS sono sostanze per e polifluoroalchiliche, un vasto gruppo di composti chimici di sintesi utilizzati in diversi prodotti di uso domestico. Le loro caratteristiche di resistenza e stabilità ne hanno decretato la fama di “inquinanti eterni”. I nuovi limiti di concentrazione sono così suddivisi:
- 25 ppb (parti per miliardo, pari a 0,025 mg/kg): limite massimo consentito per qualsiasi singola sostanza PFAS;
- 250 ppb (pari a 0,25 mg/kg): valore limite per la somma di tutte le PFAS rilevate tramite analisi mirata;
- 50 ppm (parti per milione, pari a 50 mg/kg): limite per i PFAS totali, che include anche i PFAS polimerici (quantificato come fluoro totale).
Non basta dichiarare: servono analisi tecniche
Le soglie massime di concentrazione si applicano anche agli imballaggi vuoti. La cosa importante da sottolineare è che non sarà possibile dichiarare semplicemente che un imballaggio è conforme o affidarsi alle dichiarazioni del fornitore. Sarà necessario dimostrare, tramite una dichiarazione di conformità sempre correlata ad una documentazione tecnica, il rispetto delle soglie. Tale dichiarazione dovrà essere sempre aggiornata in caso si verifichino innovazioni o modifiche ai materiali e ai processi produttivi. Peraltro la valutazione del rischio di contaminazione non si limita al packaging finito. Il controllo può interessare anche singoli componenti, come adesivi, rivestimenti o inchiostri.
Il Regolamento PPWR, inoltre, ribadisce il limite massimo di concentrazione per una serie di sostanze pericolose: piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente presenti negli imballaggi. Tale limite di 100 mg/kg, già presente nella normativa precedente, dovrà essere ora attestato attraverso la documentazione tecnica dell’imballaggio.
Regolamento PPWR: le prossime scadenze
Il nuovo regolamento imballaggi dispiegherà tutte le sue potenzialità in maniera graduale, anche per poter dare il tempo agli operatori di adeguarsi. Dal 12 agosto 2028 troverà applicazione l’obbligo di etichettatura degli imballaggi armonizzata in tutta l’Unione Europea, in modo da rendere chiari e uniformi le informazioni sul riciclo. Oltre all’etichetta armonizzata, gli operatori potranno apporre sull’imballaggio un codice QR contenente informazioni sulla destinazione di ciascun componente separato dell’imballaggio al fine di facilitare la cernita da parte dei consumatori. Saranno inoltre vietate etichette ingannevoli o generiche (come “eco” e “green”) se non supportate da evidenze tecniche.
Altra data importante sarà il primo gennaio 2030. A partire da allora tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili, o in ogni caso non potranno avere una riciclabilità inferiore al 70%. Sempre dal 2030 scatterà il divieto per: i sacchetti in plastica di peso inferiore ai 15 micron, compresi quelli usati per l’ortofrutta; imballaggi in plastica monouso per frutta e verdura fresca inferiori al peso di un chilo e mezzo (salvo esenzioni qualora l’imballaggio sia necessario a preservare la qualità dei prodotti); imballaggi monouso in plastica per le porzioni individuali (come i condimenti) e quelli per cibi e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti; mini confezioni per i prodotti dell’igiene (come quelle che si trovano negli hotel).
Il regolamento PPWR fissa poi obiettivi specifici di riduzione nella produzione di rifiuti da imballaggio rispetto ai livelli del 2018: – 5% entro il 2030; -10% entro il 2035; -15% entro il 2040.