Rinnovabili: nel mondo cresce l’occupazione, ma meno delle installazioni

L’energia rinnovabile cresce ma l’occupazione meno

L’energia rinnovabile continua a crescere in termini di capacità installata segnando sempre nuovi record, ma l’occupazione non tiene il passo. Nel 2024 i posti di lavoro a livello globale sono aumentati solo di un  2,3% rispetto all’anno precedente, a fronte di un +15,1% di capacità installata.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2025, recentemente pubblicato da IRENA, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, in collaborazione con l’ILO,  l’Organizzazione internazionale del lavoro, che sottolinea come su questo disallineamento abbiano influito le tensioni geopolitiche e geoeconomiche e la crescente automazione delle filiere produttive.

Il rapporto evidenzia lo sviluppo geograficamente disomogeneo dell’occupazione nelle rinnovabili, i posti di lavoro, che hanno raggiunto i 16,6 milioni di occupati, sono, infatti, fortemente concentrati in alcuni paesi e regioni, con i primi cinque che detengono oltre l’85% della quota di occupati. La Cina si mantiene al primo posto con il 44% dell’occupazione globale (circa 7,3 milioni di posti di lavoro) seguita dal resto dell’Asia (2,47 milioni), l’Unione Europea (1,8 milioni), il Brasile (1,38 milioni) e l’India (1,28 milioni). Questo squilibrio geografico, dice il rapporto, riflette differenze negli investimenti, nel sostegno politico e nella disponibilità di manodopera qualificata.

Il solare fotovoltaico (FV) rimane il settore più dinamico, trainando la maggior parte delle nuove capacità aggiunte nel 2024. grazie alla continua espansione degli impianti e alla produzione di pannelli. Esso conta 7,2 milioni di occupati (10 anni prima erano solo 2,7 milioni) ed  è seguito dai biocarburanti (2,6 milioni), energia idroelettrica (2,3 milioni) ed eolica (1,9 milioni).

La Cina è leader mondiale nell’occupazione nel settore dell’energia solare fotovoltaica, con il 58% di tutti i posti di lavoro (4,2 milioni di occupati), grazie al suo predominio nella produzione di apparecchiature. L’82% degli occupati si concentrano in 10 paesi. In questa top ten che comprende Cina, India, Brasile, Usa, Pakistan, Vietnam, Germania, Turchia. si trova anche l’Italia al decimo posto.

Il rapporto mette in luce che le donne continuano a incontrare ostacoli all’assunzione e all’avanzamento di carriera, mentre le persone con disabilità stanno appena iniziando a ricevere maggiori opportunità. Nel settore delle energie rinnovabili le donne occupano, infatti, il 32% dei posti di lavoro a tempo pieno, una percentuale superiore a quella del petrolio e del gas (23%), ma comunque inferiore alla media globale della forza lavoro, pari al 43%.

La buona notizia -ha detto Francesco La Camera, Direttore generale di Irena- è che la transizione energetica è inarrestabile e i posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili hanno continuato ad aumentare nel 2024. Tuttavia, lo sviluppo diseguale continua in tutto il mondo, evidenziando il crescente impatto delle tensioni geopolitiche e geoeconomiche, nonché della crescente automazione, sulla forza lavoro nel settore delle energie rinnovabili. Questa realtà ci ricorda che una transizione energetica giusta e inclusiva ha ancora molta strada da fare. Dobbiamo elaborare politiche che mettano le persone al centro dei nostri obiettivi economici e di sviluppo”.

Facebooktwitterlinkedinmail