
Gli Stati membri dell’UE hanno destinato, nel 2024, il 90% dei loro aiuti di Stato al sostegno delle priorità dell’UE come la tutela dell’ambiente, l’energia, la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.
Questo quanto emerge dal il quadro di valutazione degli aiuti di Stato 2025 della Commissione europea, appena pubblicato, che sottolinea che mentre globalmente la spesa sia diminuita, passando da 203,35 miliardi di euro nel 2023 a 168,23 miliardi di euro nel 2024, gli Stati membri hanno destinato più fondi al raggiungimento degli obiettivi strategici, in particolare ad ambiente ed energia.
Il quadro di valutazione sugli aiuti di Stato, che si basa sulle relazioni degli Stati membri, mostra che nel 2024 la tutela dell’ambiente e gli aiuti energetici rimangono il principale obiettivo politico degli Stati membri, con 68,82 miliardi di euro, pari al 45% della spesa totale del 2024 e con un aumento del 7% rispetto al 2023. Negli ultimi sei anni, la spesa per aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico è stata preponderante, raggiungendo i 468,75 miliardi di euro a prezzi costanti, una cifra quasi pari alla spesa complessiva per tutti gli altri obiettivi.
Nell’ambito della transizione strategica verso la sostenibilità gli Stati membri hanno posto maggiormente l’accento sugli aiuti all’energia. Gli aiuti volti a obiettivi di decarbonizzazione, principalmente incentrati sulla riduzione delle emissioni di gas serra, sono stati storicamente la componente dominante degli aiuti di Stato in questo settore, costituendo circa l’80% della spesa fino al 2021. Da allora, il loro peso relativo è progressivamente diminuito rispetto agli aiuti alla produzione di energia, raggiungendo i 30,45 miliardi di euro nel 2024. Al contrario, gli aiuti volti a sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’ammodernamento delle infrastrutture hanno registrato un netto aumento, raggiungendo i 27,31 miliardi di euro nel 2024, quasi pari ai livelli degli aiuti dedicati alla decarbonizzazione. Inoltre, gli Stati membri hanno destinato 3,84 miliardi di euro a sostegno del passaggio dalle misure di emergenza legate alla crisi agli investimenti sostenibili per accelerare la transizione verso un’economia a emissioni nette zero.
“La tutela dell’ambiente e il risparmio energetico -ha dichiarato Teresa Ribera. Vicepresidente esecutivo per una transizione pulita, giusta e competitiva- sono rimasti al centro della spesa per aiuti di stato nel 2024, insieme alla ricerca e sviluppo, confermando la tendenza osservata nel 2023. Ciò dimostra che gli stati membri continuano a sostenere la transizione pulita”.
Nel 2024 il Paese Ue che ha speso di più per aiuti di Stato è la Germania con 41,37 miliardi di euro, pari a circa il 25% della spesa totale dell’Ue a 27. Seguono la Francia con 34,18 miliardi (20% del totale), l’Italia con 18,34 miliardi (11%). Gli Stati membri che hanno speso meno nel 2024 sono Malta, Cipro e la Lettonia.