
C’è tempo fino al 18 settembre per contribuire alla definizione del nuovo regime di responsabilità estesa del produttore nel settore dell’arredo. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti prorogato di 15 giorni il termine della consultazione pubblica sullo schema di regolamento che istituisce il regime di Extended Producer Responsibility per la filiera dei mobili e dei prodotti da arredo. Visto la concomitanza con il periodo feriale la consultazione rischiava infatti di chiudersi senza dare il tempo necessario a tutti gli attori della filiera di proporre le proprie osservazioni allo nuovo regolamento.
Obiettivi del provvedimento
Il nuovo regime Epr per mobili e arredo punta a ridistribuire il carico della responsabilità ambientale: non più solo sulla fase di smaltimento ma anche a monte, cioè nelle fasi di progettazione e produzione. I produttori di tavoli, cucine, armadi, materassi e altri complementi d’arredo dovranno farsi carico anche della gestione del fine vita di questi beni.
Oltre a voler assicurare la copertura dei costi di gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato nazionale, come si legge all’articolo 1 del testo, lo schema di regolamento punta a “prevenire la produzione dei relativi rifiuti, promuovere la durabilità, la riparabilità, il riutilizzo, la preparazione per il riutilizzo, il riciclo e il recupero dei materiali”. Il regolamento, inoltre, promuove “la progettazione dei mobili e prodotti da arredo e dei relativi componenti, in modo da ridurre gli impatti ambientali e la generazione di rifiuti, con particolare riguardo alla durabilità, riparabilità, smontabilità, riutilizzabilità e riciclabilità dei prodotti”.
Come funzionerà l’EPR per mobili e arredo
Lo schema di regolamento definisce gli obblighi a carico dei produttori. Obblighi che potranno essere rispettati o gestendo autonomamente la filiera del fine vita dei propri prodotti, oppure aderendo a un sistema collettivo – consorzio – condiviso con altri operatori del settore. Il testo disciplina inoltre l’organizzazione delle attività di raccolta, preparazione per il riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti derivanti da mobili e prodotti d’arredo, delineando un impianto simile a quello già sperimentato in altri settori soggetti a EPR, come imballaggi e RAEE.
Un comparto solido e in crescita
Al termine della consultazione il Ministero valuterà i contributi ricevuti per mettere a punto il testo definitivo del regolamento. L’EPR per mobili e arredo si aggiunge al quadro già esistente di regimi EPR italiani, estendendo il principio della responsabilità su tutto il ciclo di vita del prodotto anche al comparto del legno-arredo. Secondo i dati del Centro studi FederlegnoArredo, nel 2025 il fatturato alla produzione del settore ha superato i 52,2 miliardi di euro, con una crescita dell’1,4% rispetto al 2024. Un comparto solido e centrale per il Made In Italy, composto da oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti. La consultazione pubblica avviata dal MASE rappresenta un’occasione per le imprese della filiera per approfondire gli impatti del provvedimento e presentare osservazioni prima della sua adozione definitiva.
Articolo originale pubblicato da Circular Economy Network