Climate Change Performance Index 2019: l’Italia esce dai Paesi più performanti (ma non è la sola)

Germanwatch, NewClimate Institute e Climate Action Network hanno da poco pubblicato la nuova edizione del Climate Change Performance Index (CCPI). Il CCPI misura le performance nella lotta al cambiamento climatico di 56 Paesi, responsabili complessivamente del 90% delle emissioni globali, sulla base di quattro elementi: la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (che da sola pesa il 40% dell’indice complessivo), l’energia rinnovabile, i consumi energetici e le politiche climatiche (l’unico indicatore qualitativo, basato sui contributi degli esperti nazionali del settore). In risposta agli impegni derivanti dall’Accordo di Parigi, a partire dalla scorsa edizione le performance sono anche misurate, sia in termini di risultati raggiunti sia di trend previsti al 2030, rispetto a una serie di traiettorie coerenti con l’obiettivo del contenimento dell’aumento di temperatura globale ben al di sotto dei 2°C: queste nello specifico prevedono entro il 2050 emissioni quasi nulle, il 100% di consumi da energia rinnovabile e consumi energetici costanti ai livelli odierni.

Questa nuova edizione del CCPI conferma le preoccupazioni già espresse negli ultimi mesi dai diversi organismi internazionali (anche sulla scia dell’ultimo Special Report dell’IPCC): nessuno dei Paesi analizzati, infatti, risulterebbe essere su una traiettoria compatibile con gli obiettivi di Parigi. In fondo alla classifica Arabia Saudita e Iran, per le performance molto scarse soprattutto nell’impiego di energia rinnovabile, ma soprattutto gli Stati Uniti (penultimi in classifica), su cui pesa soprattutto l’indicatore delle politiche climatiche (pari a zero!) per i gravi passi indietro fatti in ambito sia nazionale che internazionale, fra cui l’annuncio del ritiro dall’Accordo di Parigi. In testa al ranking invece ci sono la Svezia, il Marocco e la Lituania, anche se il podio resta simbolicamente vuoto per indicare che anche le loro performance, seppur virtuose, risultano insufficienti a contenere il riscaldamento globale entro l’1,5°C.

E l’Italia? Analizzando le singole categorie dell’indice composto, il nostro Paese presenta buone performance in tutti e tre gli indicatori quantitativi (emissioni, rinnovabili e consumi energetici, per i quali l’Italia nella classifica del G20 si posiziona sempre al terzo posto). Tuttavia anche il nostro Paese presenta un trend e delle prospettive di crescita del tutto insufficienti a rispettare gli impegni di Parigi, in particolare a causa della scarsa ambizione della Strategia energetica nazionale utilizzata come riferimento dallo studio (che auspicabilmente dovrebbe essere migliorata dal Piano energia e clima in corso di elaborazione). In particolare sulla prestazione nazionale complessiva hanno pesato non solo il gap previsto con gli obiettivi di Parigi, ma anche i trend negativi degli ultimissimi anni sia nella riduzione delle emissioni che nello sviluppo delle fonti rinnovabili: così l’Italia quest’anno è uscita dal gruppo di Paesi considerati high-performing, passando dalla 16esima alla 23esima posizione. L’amara consolazione è che questo processo di rallentamento sia nei risultati che nelle ambizioni per la lotta al cambiamento climatico è purtroppo un fattore comune a molte grandi economie dell’UE: la Francia è passata dalla 15esima alla 21esima posizione, così come la Germania dalla 22esima alla 27esima – ma hanno fatto passi indietro anche Paesi solitamente molto virtuosi, come la Norvegia e la Finlandia.

Per quanto riguarda l’Unione Europea nel suo complesso (immaginandola come il 57esimo Paese della classifica), questa si posizionerebbe in 16esima posizione, dalla 21esima della precedente edizione. Questo passo in avanti è dato in primo luogo dal giudizio positivo sulle politiche climatiche, influenzato dal ruolo chiave che le istituzioni europee svolgono a livello internazionale in questa delicata fase di implementazione dell’Accordo, ruolo che ci auguriamo ci venga confermato da questi giorni conclusivi della COP24 di Katowice.

Download “Climate Change Performance Index 2019” Pubblicato il: 13 Dic 2018

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