Elettricità più pulita, intelligente e conveniente, in Italia si può

L’Italia può raggiungere l’obiettivo ambizioso del 59% di quota di rinnovabili nel consumo interno di elettricità entro il 2030 rispetto all’obiettivo di riferimento del 55% indicato dalla SEN con una possibile riduzione delle emissioni di CO2 pari al 66% rispetto al 1990. il costo ridotto della tecnologia fotovoltaica è il fattore cruciale per raggiungere l’ obiettivo e l’efficienza elettrica insieme a una coordinata strategia europea per la promozione delle energie rinnovabili lo rendono  possibile.

L’European Climate Foundation e il consorzio  Energy Union Choices hanno pubblicato il nuovo rapporto “Più pulita, intelligente e conveniente: come cogliere le opportunità della transizione energetica in Europa” focalizzato sull’ Italia, che si basa sull’analisi condotta per lo studio “Cleaner, Smarter, Cheaper: responding to opportunities in Europe’s changing energy system”, pubblicato a Bruxelles nel novembre del 2017.

Lo studio analizza le potenzialità di aggiornamento e superamento del Clean energy package UE, costruendo due scenari che prendono in considerazione le più recenti stime dei costi relative alle nuove tecnologie. Per l’Italia sono stati individuati i seguenti risultati:

1) L’eliminazione del carbone, non comporta costi maggiori: i costi derivanti dallo sfruttamento maggiore degli impianti a gas esistenti e da ulteriori investimenti nel fotovoltaico sono compensati dai risparmi derivanti da una diminuzione del consumo di carbone e una ridotta importazione di elettricità. I costi per la rapida eliminazione del carbone e la necessità di una maggiore flessibilità della domanda ammontano a 3 miliardi di euro l’anno. Essi sono collegati all’utilizzo intensivo degli impianti a gas già esistenti (+ € 2,3 miliardi l’anno), alla capacità fotovoltaica aggiuntiva (+ € 0,6 miliardi l’anno) e alla capacità d’interconnessione (+ € 0,1 miliardi l’anno). Tuttavia, questi costi sono controbilanciati dai risparmi derivanti dalle mancate importazioni di carbone (- € 1,6 miliardi all’anno), dalle minori importazioni di elettricità (- € 1,5 miliardi all’anno) e dai mancati costi di adeguamento ambientale per le centrali a carbone (- € 0,2 miliardi all’anno). In sintesi, tutto ciò equivale ad un risparmio netto di circa € 400 milioni14 l’anno.

2)L’Italia può raggiungere l’obiettivo più ambizioso del 59% di quota di rinnovabili nel consumo interno di elettricità entro il 2030 rispetto all’obiettivo di riferimento del 55% indicato dalla SEN

3)La produzione interna di energia rinnovabile insieme al maggiore utilizzo degli impianti a gas, alle maggiori importazioni di elettricità e ad una gestione intelligente e flessibile dei consumi, rappresentano un mix elettrico solido e conveniente.

4)Le importazioni di elettricità e la cooperazione regionale rappresentano soluzioni strategiche e convenienti al fine di ridurre il peso della bolletta elettrica e aumentare la sicurezza energetica, sia per l’Italia che per i paesi limitrofi.

5) La gestione della domanda attiva e lo stoccaggio giornaliero attraverso i veicoli elettrici sono fondamentali per soddisfare il fabbisogno di flessibilità richiesto dall’aumento delle rinnovabili (soprattutto del FV). Le interconnessioni sono strategiche sia per aumentare la flessibilità sia per sostituire l’energia elettrica da carbone con importazioni a basso costo e basso impatto ambientale

 

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