Emission gap report 2018: dimezzare le emissioni globali entro il 2030 per limitare l’aumento di temperatura a 1,5°C

L’UN Environment ha pubblicato l’edizione 2018 del suo Emission Gap Report, con cui fa il punto sulle prospettive di decarbonizzazione dell’economia globale.Il documento conferma la ripresa delle emissioni mondiali di gas serra che nel 2017 avrebbero raggiunto i 53,5 miliardi di tonnellate di CO2eq (includendo le emissioni connessi agli usi del suolo), oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Si tratta di una dinamica preoccupante, trainata dalla crescita del PIL mondiale (+3,7%) e da un rallentamento dei progressi in termini di intensità energetica e carbonica dell’economia. 

Tutto questo poterebbe lasciare supporre che la stabilizzazione delle emissioni globali registrata nel 2014-2017 sia riconducibile più a fattori economici di breve termine che a veri e propri cambiamenti strutturali. Questa cattiva notizia è, solo in parte, mitigata dal crescente numero di Paesi che avrebbero già raggiunto il picco delle emissioni di gas serra entrando in una fase di decoupling assoluto: erano 33 nel 2000 (responsabili del 21% delle emissioni mondiali di gas serra), 49 nel 2010 (il 36% delle emissioni) ed è previsto che arrivino a 57 nel 2030 (coprendo il 60% delle emissioni).

Tuttavia,il dato principale contenuto nel report riguarda l’inadeguatezza degli impegni attualmente sottoscritti nell’ambito dell’Accordo di Parigi, i c.d. NationallyDeterminedContributions (NDCs). Questi impegni(anche considerando quelli “condizionali”)con molta probabilità non consentiranno di raggiungere il picco delle emissioni entro il 2030, proiettando l’umanità in uno scenario di riscaldamento globale di 3°C e oltre. Sulla base dei più aggiornati studi, il report stima che per limitare l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C bisognerebbe tagliare le emissioni di un ulteriore 25% (-13 GtCO2eq) rispetto a quanto già previsto dagli NDCs, e per rimanere invece al di sotto di 1,5°C il taglio dovrebbe salire addirittura al 55% (-29 GtCO2eq).

Nonostante questi risultati non proprio incoraggianti, l’UN Environment afferma che il potenziale di intervento è alto e potrebbe ancora consentire di chiudere il gap al 2030. Ad esempio, riporta il report, l’introduzione di una carbon tax fino a 100 $/tCO2 potrebbe portare a un taglio delle emissioni al 2030 di quasi il 38%. O ancora, se si eliminassero tutti i sussidi ai combustibili fossili, sempre al 2030 sarebbe possibile tagliare le emissioni di un altro 10%. Insomma, gli strumenti per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi ci sono, basta solo metterli in campo.

 

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