
Crescita nella raccolta differenziata, stabilità nei volumi di compost e biometano, ma una qualità del rifiuto organico in calo. Sono alcuni dei dati emersi in occasione della presentazione del nuovo volume “Suoli fertili dalle nostre città”, sesta pubblicazione della collana Organic Biorecycling, curata dal Consorzio Italiano Compostatori – CIC.
Nel volume, presentato lo scorso 2 ottobre a Roma presso gli Horti Sallustiani, il CIC (socio della Fondazione) evidenzia come nel 2023 la raccolta differenziata abbia raggiunto il 66,6%, con 5,5 milioni di tonnellate di organico raccolto con una media nazionale di 126,6 kg/abitante.
Sul fronte impiantistico, 363 impianti hanno trattato complessivamente 8,7 milioni di tonnellate di rifiuti organici, generando circa 2 milioni di tonnellate di compost, 201 milioni di m³ di biometano (destinato principalmente ai trasporti) e 475 milioni di m3 di biogas, valorizzato per produrre energia elettrica e termica.
Preoccupa invece il peggioramento della qualità della raccolta: il livello medio di purezza si attesta al 93,6%, in calo rispetto al 95% del 2019.
Secondo le oltre 1.500 analisi merceologiche realizzate nel 2023, il tasso medio di purezza dell’umido ha subito una flessione, con un 6,4% di materiale non compatibile. Una tendenza in calo, che conferma il peggioramento rilevato dal 2019 e che ostacola il pieno sviluppo della filiera del compost.
Per rilanciare l’attenzione su questo tema e promuovere un modello virtuoso per la valorizzazione del compost nella rigenerazione del suolo, il CIC ha lanciato il Manifesto dell’Urban Carbon Farming, un appello rivolto a cittadini, imprese, gestori e amministrazioni pubbliche. La visione si fonda sull’impiego del compost per incrementare la fertilità dei suoli urbani, migliorare la gestione del verde pubblico e favorire il sequestro del carbonio nei terreni delle città, rendendole più resilienti, vivibili e permeabili.
Il Manifesto sottolinea la necessità di politiche di supporto per le pratiche di carboniocoltura urbana, anche alla luce del nuovo Regolamento CRCF (Carbon Removals and Carbon Farming Regulation, UE 2024/3012), che introduce un quadro di certificazione europeo per gli assorbimenti di carbonio e riconosce il ruolo delle buone pratiche agricole nel contrasto alla crisi climatica.
In quest’ottica, il CIC propone l’estensione di queste pratiche, definite “carboniocoltura”, anche alle aree urbane e periurbane, attraverso l’Urban Carbon Farming, un insieme di interventi che, grazie all’utilizzo di compost e digestato, consente di migliorare la qualità del verde urbano e ridurre il consumo di suolo, trasformando la gestione del rifiuto organico in una leva ambientale, sociale ed economica.
Maggiori informazioni
Manifesto dell’Urban Carbon Farming | pdf
Sottoscrizioni al Manifesto | link