Al via il IV Convegno Italiano sulla Riqualificazione Fluviale

Lunedì 22 ottobre avrà inizio a Bologna il IV Convegno Nazionale sulla Riqualificazione Fluviale, organizzato da CIRF, Regione Emilia-Romagna e Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.
Cinque giorni dedicati ai fiumi durante i quali i massimi esperti nazionali si confronteranno sullo stato della pianificazione e della gestione dei sistemi idrografici in Italia, allo scopo di identificare – anche attraverso l’illustrazione di interventi innovativi già realizzati con successo anche nel nostro Paese – le soluzioni da adottare per muoversi con decisione verso una gestione sostenibile dei bacini fluviali, capace di rispondere in maniera efficace alle nuove emergenze determinate dai cambiamenti climatici in un territorio in cui continua a crescere l’urbanizzazione. Un programma ricco di approfondimenti tecnici, seminari, tavole rotonde e l’intervento di un grande divulgatore scientifico come Luca Mercalli.

L’evento si colloca in un momento estremamente delicato per la sorte dei territori fluviali. Da una parte la qualità dei nostri corsi d’acqua rimane distante dall’obiettivo dello Stato Ecologico “buono” individuato ormai 18 anni fa dalla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE). Dall’altra gli accadimenti degli ultimi mesi dimostrano ancora una volta l’inadeguatezza della strategia di riduzione del rischio idromorfologico finora adottata, basata quasi esclusivamente sulla realizzazione di opere strutturali e sulla artificializzazione dei corsi d’acqua. I risultati di questa modalità di governo dei bacini fluviali sono il periodico ripetersi di eventi calamitosi, l’incremento dei danni per le popolazioni e dei costi per le amministrazioni.

Il IV Convegno Nazionale sulla Riqualificazione Fluviale intende fare luce sullo stato della pianificazione e della gestione dei sistemi idrografici in Italia, ponendo l’accento sulla necessità di un deciso cambio di rotta. A questo scopo verrà presentata un’ampia rassegna delle più recenti esperienze nazionali e internazionali di successo, che mostrano come interventi ispirati ai principi della Riqualificazione Fluviale – finalizzati a ripristinare le dinamiche naturali e a migliorare lo stato ecologico, anche restituendo spazio ai fiumi dove possibile – si rivelano spesso le soluzioni più efficaci per raggiungere simultaneamente più benefici: protezione dalle alluvioni e dalle frane, miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua, valorizzazione del paesaggio e tutela della biodiversità, prevenzione delle crisi idriche, fornitura di acqua pulita per la produzione di cibo sano e di buona qualità.

In questa ottica è necessario che il Governo italiano si impegni a fondo per la difesa degli obiettivi della Direttiva Quadro sulle Acque, attualmente in discussione da parte degli Stati Membri, senza differire ancora una volta il raggiungimento del “buono stato ecologico” per le acque interne europee entro il 2027, condizione necessaria per garantire una gestione sostenibile nel lungo periodo della risorsa idrica.
Ed è altrettanto essenziale che si dedichi con determinazione alla corretta applicazione di alcuni indirizzi normativi già presenti nel nostro ordinamento e in grado di contribuire efficacemente ad accrescere la resilienza dei territori fluviali, quali l’obbligo per le Regioni di impiegare almeno il 20% dei finanziamenti per la difesa dal rischio di alluvioni per interventi integrati, che perseguano al contempo anche il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi.

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