Con Cobat-CAR tracciabilità nel settore dell’autodemolizione

Il settore dell’autodemolizione si tinge di verde. Una innovativa piattaforma targata Cobat e CAR (Confederazione Autodemolitori Riuniti) garantisce la possibilità di monitorare e tracciare, in totale trasparenza e in linea con i migliori standard europei, il fine vita del veicolo in tutte le sue componenti.
Il nuovo sistema di gestione, ideato e realizzato da Cobat, rientra in Easy Collect-la raccolta semplice e veloce, un progetto più ampio sottoscritto con CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, di cui CAR fa parte.
Tutti gli iscritti CAR che decideranno di aderire al progetto installeranno il sistema di gestione Cobat-CAR, un registro virtuale di carico e scarico in grado di dialogare con tutti i gestionali utilizzati dagli autodemolitori. Grazie a questo strumento sarà possibile avere online e immediatamente disponibili tutte le informazioni relative al fine vita delle componenti di ogni veicolo che viene rottamato e seguire tutto il percorso dei rifiuti fino al riciclo. Verranno realizzati report specifici per marchi e modelli, report sui rifiuti filtrati per codice di rifiuto e anno con una lettura dei rifiuti prodotti per ogni singola auto demolita e un report aggregato contenente un confronto tra le percentuali dei veicoli demoliti e i rifiuti prodotti.
Gli autodemolitori, che aderiranno al progetto, avranno a disposizione un marchio di garanzia e di qualità che gli permetterà di essere riconosciuti dalle case automobilistiche come green. Le case automobilistiche, infatti, hanno l’obbligo legislativo di provvedere a ritirare i veicoli fuori uso organizzando una rete di centri di raccolta in tutta Italia ed entro 6 mesi dall’immissione sul mercato devono mettere a disposizione degli impianti di trattamento autorizzati tutte le informazioni per la demolizione. Gli obiettivi al 2015, imposti dall’Unione Europea, erano molto ambiziosi (85% per il recupero e 95% per il riciclaggio) e purtroppo in Italia, come emerge dai dati del 2017, risultano disattesi. Fino ad oggi, infatti, è mancato uno strumento, proprio come la piattaforma Cobat, in grado di fornire una mappatura dettagliata e puntuale di questi dati.
Uno studio, “Veicoli a fine vita e recupero del car fluff: stato dell’arte e prospettive”, è stato, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con A.I.R.A. Associazione Industriale Riciclatori Auto. Lo studio focalizza in particolare l’attenzione sulla gestione del cosiddetto “car fluff”, la frazione di scarto che deriva dalla frantumazione delle autovetture, che costituisce una quota significativa del peso delle auto (fino al 20%) e che oggi in Italia va prevalentemente in discarica e suggerisce misure per raggiungere gli obiettivi europei, anche alla luce della prossima riforma.

 

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