Dagli Stati Generali un pacchetto di proposte green per qualificare la ripresa

Ventitre proposte per otto settori strategici. Sono contenute nel documento di policy recommendation discusso oggi nella giornata conclusiva degli Stati Generali della Green Economy 2015.

Ventitre proposte per otto settori strategici. Sono contenute nel documento di policy recommendation discusso oggi nella giornata conclusiva degli Stati Generali della Green Economy 2015. Le proposte, elaborate dai Gruppi di Lavoro tematici del Consiglio Nazionale della Green Economy, sono state inviate  al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo Economico.
Gli otto i settori strategici all’interno dei quali si sviluppano le 23 proposte sono  eco-innovazione e start up; capitale naturale; energia e clima; agricoltura e alimentazione; tutela delle acque e dissesto idrogeologico; materiali, rifiuti ed economia circolare; mobilità sostenibile; fondi europei.  Tra le proposte inviate al Governo un green bonus per supportare le start up, agevolazioni fiscali per le imprese che investono in eco-innovazione; strumenti finanziari innovativi e di mercato da utilizzare per i servizi eco-sistemici, un piano di azione nazionale per l’energia e il clima, il rilancio dell’occupazione giovanile in agricoltura attraverso agevolazioni fiscali e creditizie con accesso al microcredito, un piano di adattamento climatico contro il dissesto idrogeologico, la promozione dell’economia circolare, un indirizzo green nell’utilizzo dei fondi europei e detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility. Questa proposta, in particolare, prevede la detrazione fiscale al 19% delle spese sostenute ogni anno dai cittadini per l’utilizzo di sistemi per la sharing mobility (car sharing, bike sharing, car pooling) e l’attribuzione ai cittadini che rottamano un’auto e non ne acquistano un’altra di un bonus annuale di 400 euro (per 5 anni) per l’utilizzo di sistemi di sharing mobility.
Nel documento non manca un lungo capitolo dedicato alla fiscalità ambientale e in particolare a una tassa sul carbonio, da introdurre da qui al 2020, applicata inizialmente alle accise di benzina e gasolio e successivamente anche ad altri settori con importi crescenti. La tassa dovrebbe riguardare anche il carbonio relativo ai prodotti di importazione (border tax) con gli stessi livelli di tassazione della carbon tax dei prodotti nazionali. Con l’introduzione della carbon tax si dovrebbe alleggerire il prelievo fiscale dalle imprese e dal lavoro. Un’operazione quindi che lascia invariato il prelievo fiscale.

“Questo documento – ha dichiarato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – serve a qualificare la ripresa verso la green economy. Le misure in esso contenuto sono tutte in chiave di sviluppo sostenibile che vede coniugare economia ed ecologia. Servono inoltre a stimolare politiche che aiutino il Paese e le imprese a puntare sempre di più sulla green economy”.

Abbiamo adottato alcune misure che vanno nella direzione delle raccomandazioni del Consiglio Nazionale – ha detto Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in un video messaggio inviato agli Stati Generali della Green Economy – misure concrete che segnalano un’attenzione del Governo allo sviluppo della green economy. In particolare nella legge di stabilità abbiamo introdotto il prolungamento dell’eco bonus per la riqualificazione energetica degli edifici privati, le risorse destinate alla riqualificazione delle scuole e di altri edifici pubblici a valere sui fondi europei, gli incentivi alle imprese per progetti di efficientamento energetico e di eco-innovazione, gli strumenti di supporto per le start up e le Pmi. Sono tutte misure specifiche all’ interno però di una strategia complessiva”.

De Vincenti ha ricordato anche i provvedimenti presi per lo sviluppo del sud in chiave green. come i 15 patti con 8 Regioni e 7 aree metropolitane che affrontano temi come la gestione di rifiuti, la tutela delle acque e il dissesto idrogeologico.

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