Dieci azioni prioritarie per ridurre i rifiuti della Provincia di Roma, presentato Piano

Un bollino "verde" per le strutture turistiche a bassa produzione di rifiuti; un marchio "ecofesta" per manifestazioni e sagre di qualità ambientale; un premio ad Comuni ed enti che abbiano messo in atto buone pratiche di riduzione dei rifiuti ed una serie di accordi con le categorie produttive.

Queste alcune delle dieci azioni priorirarie contenute nella bozza di programma di prevenzione dei rifiuti per la Provincia di Roma elaborato con il contributo della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il programma sarà sottoposto ora ad un percorso di consultazione con comuni, forze sociali e imprenditoriali che dovrà durare 30 giorni.

La Provincia di Roma sarà il primo ente in Italia a dotarsi di un programma di prevenzione nella produzione dei rifiuti, come previsto dalla direttiva 2008/98/CE in corso di recepimento. “La nuova direttiva -ha detto il Presidente della Fondazione, Edo Ronchi- dà un peso particolare al problema della produzione dei rifiuti, produzione che sta crescendo più del Pil. La nostra società produce più rifiuti che benessere. Questo programma vuole invertire questa tendenza e per fare questo abbiamo voluto che fosse molto incisivo e concreto“.

Ecco nel dettaglio le dieci azioni.

Istituzione di un Premio annuale per iniziative innovative per la prevenzione della produzione dei rifiuti; elaborazione di un decalogo per attuare un eco-ufficio a ridotta produzione di rifiuti; predisposizione di un protocollo che individui le buone pratiche e le buone tecniche di gestione dei cantieri, anche in fase di progettazione, per ridurre la produzione di scarti; rafforzamento del sistema di raccolta ed elaborazione dati; creazione di un marchio “ecofeste” per manifestazioni e sagre che abbiano sottoscritto un decalogo di buone pratiche; valorizzazione degli scarti agricoli ai fini energetici, anche per evitare la competizione con le produzioni agroalimentari, attraverso la costruzione di un impianto pilota; firma di un protocollo con la grande distribuzione che contenga un impegno a ridurre i rifiuti; sostegno alle iniziative di compostaggio domestico attraverso campagne di formazione e informazione; diffusione delle buone pratiche nelle strutture turistiche con l’ assegnazione di un attestato di “struttura turistica ecologica”; istituzione di un centro di preparazione per il riutilizzo di beni altrimenti avviati allo smaltimento che dovrà alimentare il mercato dell’ usato.

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