Marine Litter: al via progetto per stimare quantità e composizione delle mesoplastiche nel fiume Po

Al via un progetto di ricerca per realizzare una stima accurata della quantità e della composizione dei rifiuti plastici di medie e grandi dimensioni (superiori ai 2,5cm) che arrivano in mare dal fiume Po.
E’ stato avviato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e le attività di raccolta dei dati prevedono sia l’analisi dei rifiuti già galleggianti che di quelli ancora trattenuti lungo le sponde, e presumibilmente destinati a finire in acqua durante le piene del Po.

Il marine litter è ormai un fenomeno globale che ha un impatto importante specialmente sul Mediterraneo, un bacino sostanziamente chiuso. In questi anni le Nazioni Unite si sono impegnate per cercare di combattere il problema, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Secondo i dati UE, oltre il 40% dei rifiuti in mare deriva da plastiche monouso, ed in virtù di questi dati allarmanti, il Consiglio europeo ha approvato in via definitiva la legge, recependo la direttiva (UE) 2019/904, che proibisce l’uso della plastica monouso dal 2021, e viene introdotta, a partire dal Bilancio 2021, la plastic tax.

Ma non basta. Secondo le stime dell’UNEP, nel Mediterraneo circa l’80% del marine litter proviene da fonti terrestri, e un’alta percentuale di rifiuti in ingresso nel mare sembra sia portata dai corsi d’acqua (Shmidt et al. 2017). Purtroppo né la quantità né la composizione di queste plastiche è nota: le stime finora fatte si basano quasi sempre su analisi realizzate con modelli matematici che utilizzano informazioni di contesto e solo su aree campione. Questa mancanza di dati e conoscenze sui flussi di rifiuti portati al mare dai corsi d’acqua ostacola fortemente una valutazione sull’attuazione delle normative ambientali ed una verifica dell’impatto regolatorio (DPCM 2009) delle relative misure di prevenzione.

Il progetto lanciato dall’Autorità di bacino del Po e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile cercherà di dare una risposta a queste problematiche. Il monitoraggio verrà realizzato in maniera sperimentale attraverso l’uso di immagini satellitari, rese disponibili dalla missione Sentinel dell’ESA, la cui elevata risoluzione spaziale – fino a 10 m – consente il rilevamento di elementi e oggetti di dimensioni molto piccole, e di distinguere macroplastiche da altre tipologie di detriti galleggianti.
Questi dati saranno particolarmente utili anche come base informativa per la comparazione con altri bacini fluviali in tutta Europa, permettendo una migliore comprensione delle dimensioni della problematica sul Po, e garantendo l’elevato interesse internazionale di questo progetto.

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