Rifiuti nei fiumi, 87% contengono plastica, monitorati 12 fiumi.

rifiuti nei fiumi

Circa l’87% dei rifiuti dispersi nei fiumi italiani contengono plastiche e più del 38% sono di plastica monouso. È quanto emerge dai risultati di un’attività di monitoraggio durata 12 mesi e svolta Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Nauta srl. e coordinata da ISPRA.

L’attenzione si è concentrata sui macro rifiuti galleggianti (di grandezza maggiore di 2,5 centimetri) trasportati da 12 fiumi italiani: Adige, Agri, Magra, Misa, Neto, Ombrone, Pescara, Po, Reno, Sarno, Simeto e Tevere. Il trasporto di litter da parte di questi corsi d’acqua è stato registrato da punti di osservazione posti in prossimità della foce, per avere una stima realistica degli oggetti che finiscono in mare.

L’Italia è il primo Paese europeo a realizzare una indagine sistematizzata e approfondita su un numero elevato di fiumi, rappresentativi di differenti contesti territoriali. Gli esiti della ricerca forniscono informazioni preziose riguardo alla tipologia di rifiuti portati dai fiumi nel Mediterraneo e saranno utilizzati da ISPRA nell’ambito delle attività di reporting del Gruppo di Lavoro UE sulla Strategia Marina.

I risultati preliminari evidenziano alcuni elementi interessanti. Tra i fattori che maggiormente influenzano la presenza di rifiuti nei tratti terminali degli ambienti fluviali c’è la vicinanza di insediamenti urbani. La maggior parte degli oggetti per i quali è stata possibile una identificazione deriva da attività legate alla produzione e consumo di cibo. Infine, la percentuale più elevata di macro litter osservato ha dimensioni fortemente ridotte, segno che prima di arrivare a mare subisce forti processi di frammentazione.

Sono state riscontrate profonde differenze tra i diversi corsi d’acqua. Il fiume che ha registrato i valori più elevati di rifiuti veicolati a mare è il Sarno (in media quasi 66 oggetti/ora), seguito dal Po e dal Magra. I livelli più bassi di trasporto di macro litter sono stati riscontrati su Agri (poco meno d 1 oggetto/ora), Neto e Ombrone

Sono state inoltre studiate le dinamiche di spostamento degli oggetti nei fiumi prima del loro arrivo al mare, rilevando il percorso e la velocità media grazie all’utilizzo di tracciatori GPS inseriti in contenitori che simulano il comportamento di plastiche galleggianti trasportate dall’acqua. Anche in questo caso si tratta di una attività di ricerca fortemente innovativa per gli ambiti fluviali. L’analisi dei dati ha mostrato come la maggior parte dei rifiuti rimangano intrappolati nella vegetazione spondale, venendo poi mobilizzati solo in occasione di significative variazioni di portata. La registrazione dei percorsi dei contenitori ha inoltre mostrato come i rifiuti di plastica possano compiere ampi spostamenti una volta giunti a mare. È il caso di uno dei tracciatori portati dal Po, che in pochi giorni si è mosso lungo la costa adriatica giungendo fino al Gargano.

Il progetto ha dunque migliorato significativamente la conoscenza riguardo alla quantità e alla tipologia di rifiuti trasportati dai fiumi, nonché rispetto alle modalità di movimento e accumulo. Queste informazioni forniscono indicazioni utili per mettere a punto strategie efficaci di prevenzioni e riduzione dell’inquinamento marino.

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