Servono misure ambientali per aumentare l’occupazione

di Edo Ronchi

dal blog HuffingtonPost

L’economia dell’Italia in questo 2019 continua a essere in una condizione critica, la disoccupazione è al 10,7%, quella giovanile al 32,8%. La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, con la collaborazione di Cles srl, ha realizzato uno studio sugli effetti economici e occupazionali che possono essere attivati in Italia affrontando alcune grandi problematiche ambientali: la crisi climatica, con misure per ridurre i consumi di energia degli edifici e per uno sviluppo rapido e consistente delle fonti energetiche rinnovabili; gli impatti generati dal consumo di risorse e dai rifiuti con misure per promuovere l’economia circolare; un miglioramento della qualità delle città con misure di rigenerazione urbana e la riduzione dell’inquinamento e della congestione del traffico con misure per una mobilità urbana sostenibile.

Lo studio sarà presentato al meeting di primavera,in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019, che si terrà a Roma il prossimo 11 aprile,dove sarà discusso con organizzazioni delle imprese e sindacali.

La green economy è necessaria, come ampiamente riconosciuto a livello internazionale, per prevenire e ridurre i costi anche economici delle crisi ambientali e come leva di nuovo sviluppo sostenibile e di nuova occupazione. Secondo l’ILO (International Labour Organization), circa un terzo dei posti di lavoro nei Paesi del G20 dipende dalla qualità ambientale e delle risorse naturali.

Secondo il rapporto World Employment and Social Outlook 2018: Greening with Jobs, l’adozione di politiche di green economy potrebbe creare 24 milioni di posti di lavoro nel mondo entro il 2030. L’azione volta a limitare sotto i 2°C il riscaldamento globale permetterebbe la creazione di un numero importante di posti di lavoro: circa 3 milioni di posti di lavoro nelle Americhe, 14 milioni nella regione dell’Asia e del Pacifico e 2 milioni in Europa.

L’OCSE da qualche anno promuove un progetto di crescita di una green economy che dovrebbe assicurare,nello stesso tempo, un elevato livello di tutela ambientale e una nuova e diversa crescita economica. Nel 2017 ha pubblicato lo studio Investing in Climate, Investing in Growth, per offrire una valutazione di come i governi possono, compiendo progressi verso gli obiettivi climatici, garantire una crescita sostenibile a lungo termine.

Secondo le stime Eurostat del 2015 le imprese che producono beni e servizi ambientali impiegano oltre 4,1 milioni di persone, generando 735 miliardi di euro di produzione e 302 miliardi di valore aggiunto. L’occupazione dell’UE28 nel settore dei beni e servizi ambientali (Environmental goods and services EGSS), è passata da 2,8 milioni di occupati nel 2000 a 4,1 milioni nel 2015.

Lo studio della Fondazione per lo sviluppo sostenibile documenta come sia arretrato il pregiudizio, ancora diffuso, che porta a ritenere che ogni misura ambientale sia comunque solo un costo economico e come, invece,servano misure ambientali efficaci per prevenire e ridurre costi economici crescenti generati dalla crisi climatica, da un modello lineare di economia dello spreco e da città inquinate e congestionate dal traffico. E come queste misure, se ben progettate e realizzate, possono essere oggi anche una formidabile leva di rilancio di nuovo sviluppo sostenibile e di nuova occupazione.

 


Articolo originale pubblicato su Huffington Post Blog in data 05/04/2019
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