Presentato il Clean Industrial Deal per pulire e decarbonizzare l’industria europea

Clean Industrial Deal

La Commissione europea ha presentato il suo Clean Industrial Deal, il documento atteso da mesi per guidare la decarbonizzazione e la reindustrializzazione dell’industria europea. Il documento è accompagnato da un pacchetto omnibus di semplificazione e sburocratizzazione delle norme Ue.

Il documento si concentra principalmente su due priorità, le industrie ad alta intensità energetica che hanno urgente bisogno di supporto per decarbonizzare, passare all’energia pulita e affrontare costi elevati, concorrenza globale sleale e normative complesse e le tecnologie puliteal centro della competitività e della crescita future”. Altro elemento del Deal è la circolarità che mira a ridurre gli sprechi e prolungare la vita dei materiali promuovendo il riciclo, il riutilizzo e la produzione sostenibile.

Questi gli elementi principali del Clean Industrial Deal:

ENERGIA ACCESSIBILE

La Commissione ha adottato il Piano d’azione per l’energia accessibile per accelerare l’introduzione dell’energia pulita, accelerando l’elettrificazione, completare il mercato interno dell’energia con interconnessioni fisiche, utilizzare l’energia in modo più efficiente e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Le prime azioni concrete:

  • lancio di un piano pilota per i contratti PPA delle aziende;
  • 500 milioni di euro a garanzia dei contratti di fornitura di energia a lungo termine sottoscritti dalle aziende, in particolare Pmi ed energivori;
  • provvedimenti per sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili, in particolare per le forniture energetiche all’industria;
  • un quadro regolatorio più chiaro sull’idrogeno verde e un intervento sul mercato del gas per limitare speculazioni e volatilità dei prezzi.

STIMOLARE LA DOMANDA DI PRODOTTI PULITI

L’Industrial Decarbonisation Accelerator Act aumenterà la domanda di prodotti puliti realizzati nell’UE, introducendo criteri di sostenibilità, resilienza e “made in Europe” negli appalti pubblici e privati. La Commissione riesaminerà inoltre il Public Procurement Framework nel 2026 per introdurre criteri di sostenibilità, resilienza e preferenza europea negli appalti pubblici per i settori strategici.

FINANZIARE LA TRANSIZIONE PULITA

Il Clean Industrial Deal mobiliterà nel breve termine oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione industriale pulita nell’Ue, di cui un’ulteriore garanzia di 1 miliardo di euro nell’ambito dell’attuale bilancio comune. Adotterà inoltre:

  • un nuovo quadro di aiuti di Stato per accelerare l’approvazione degli aiuti di Stato per l’implementazione di energie rinnovabili, la decarbonizzazione dell’industria e la garanzia di una capacità produttiva sufficiente di tecnologie pulite;
  • rafforzerà il Fondo per l’innovazione e proporrà una Banca per la decarbonizzazione industriale, puntando a 100 miliardi di euro di finanziamenti, sulla base dei fondi disponibili nel Fondo per l’innovazione, delle entrate aggiuntive derivanti da parti dell’ETS e della revisione di InvestEU;
  • modificherà il regolamento InvestEU per aumentare la quantità di garanzie finanziarie che InvestEU può fornire per sostenere gli investimenti. Ciò a sua volta mobiliterà fino a 50 miliardi di euro per l’implementazione di tecnologie pulite, mobilità pulita e riduzione dei rifiuti.

CIRCOLARITÀ E ACCESSO AI MATERIALI

Le materie prime essenziali sono necessarie per l’industria UE, per sfruttare al meglio le risorse limitate dell’UE, la Commissione:

  • istituirà un meccanismo che consenta alle aziende europee di riunirsi e aggregare la loro domanda di materie prime essenziali;
  • creerà un centro UE per le materie prime essenziali per acquistare congiuntamente materie prime per conto delle aziende interessate, il che creerà economie di scala e offrirà maggiore leva per negoziare prezzi e condizioni migliori;
  • adotterà un Circular Economy Act nel 2026 per accelerare la transizione circolare e garantire che i materiali scarsi siano utilizzati e riutilizzati in modo efficiente, ridurre le nostre dipendenze globali e creare posti di lavoro di alta qualità. L’obiettivo è di avere il 24% di materiali circolari entro il 2030.

Accanto al Clean Industrial Act, la Commissione ha presentato anche un pacchetto omnibus di proposte per semplificare e snellire le norme Ue sulla tassonomia, la tassa sul carbonio alle frontiere, le norme sulla sostenibilità aziendale e l’obbligo di rendicontazione che dovrebbero ridurre del 35% gli oneri amministrativi per le Pmi entro il 2029, con un risparmio stimato di 6,3 miliardi di euro che mobiliteranno una capacità di investimento pubblico e privato aggiuntiva di 50 miliardi di euro.

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