Rapporto ECF sul futuro green dei trasporti

La rivoluzione dell’auto elettrica non porterà soltanto benefici ambientali, ma rafforzerà anche l’economia. E’ questa la conclusione a cui giunge il rapporto “Fuelling Europe’s Future” realizzato dalla European Climate Foundation e pubblicato in questi giorni.

Attraverso l’uso di modelli previsionali, gli autori del rapporto hanno costruito scenari “What if…” basati sul possibile raggiungimento di obiettivi di politica climatica a lungo termine, dimostrando che il passaggio dalle auto tradizionali alimentate con combustibili fossili alle auto a basse e zero emissioni porteranno importanti benefici macro-economici.

In primo luogo nello studio si sottolinea come lo sviluppo delle auto elettriche taglierà in maniera decisa il conto salato che i Paesi europei pagano in termini di importazioni di greggio. La dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento del petrolio è dell’ 89%, di cui la maggior parte è utilizzata nel settore della mobilità. L’affrancamento dalle importazioni estere e dalla estrema volatilità del prezzo del barile dovrebbe portare, secondo gli scenari delineati dalla European Climate Foundation, ad un taglio della bolletta energetica pari a 49 Miliardi di euro al 2050. Un flusso finanziario importante che, almeno in parte per il ricorso ad energia elettrica prodotta all’interno degli stessi paesi europei, dovrebbe reinserirsi nel circuito economico continentale.

Il rapporto fa anche una previsione per quanto riguarda gli impatti sull’occupazione derivanti dal passaggio all’auto elettrica. Il saldo dovrebbe essere positivo al 2030, segnando un aumento dell’occupazione netta di 206 mila posti di lavoro. Una stima comunque molto incerta che dipenderà molto dalla gestione delle profonde e inevitabili trasformazioni strutturali dell’industria dell’auto e dalla localizzazione delle stesse produzioni, in particolar modo per quanto riguarda le batterie, che rappresentano il cuore della tecnologia elettrica. Attualmente, all’interno della filiera produttiva dei sistemi di accumulo, le imprese europee investono molto e si posizionano bene per quanto riguarda la ricerca e la progettazione, lasciando però alle imprese asiatiche il dominio della fase di produzione che oggi rappresenta il 60% del valore finale di una batteria.

Gli effetti che la European Climate Foundation stima sul Prodotto Interno Lordo europeo sono positivi in tutti gli scenari ipotizzati, oscillando da un aumento di circa lo 0,2% e lo 0,5% al 2050 a quello più ottimistico in cui lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie pulite è in linea con gli obiettivi climatici europei al 2050. Alle stime di aumento del PIL contribuiscono anche gli investimenti best online casino in canada necessari per l’ammodernamento delle infrastrutture elettriche, sia quelle necessarie a garantire fisicamente la ricarica dei veicoli, sia quelle tecnologie “intelligenti” necessarie a gestire l’aumento della domanda di energia elettrica: 23 miliardi di euro complessivi al 2030, di cui 9 miliardi riguarderanno solo la costruzione di stazioni di ricarica accessibili al pubblico.

I benefici ambientali ipotizzati dallo studio si quantificano all’interno di uno scenario in cui entro il 2030 il 25% del nuovo immatricolato sia a zero-emissioni, un altro 25% completamente ibrido e il rimanente 50% cosiddetto “mild-Hybrid”. In questo scenario l’Europa ridurrebbe le sue emissioni del 90% circa al 2050 rispetto ai valori odierni, riducendo nello stesso periodo anche le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e PM 2,5 del 95%, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico che ogni anno provoca quasi 500 mila morti premature in Europa.

 

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