
La transizione del settore elettrico dell’UE ha mantenuto lo slancio nel 2024. L’energia solare ha superato il carbone nella produzione di elettricità, l’utilizzo del gas è diminuito per il quinto anno consecutivo e nelle stesso periodo l’elettricità prodotta da sole e vento ha fatto risparmiare all’Unione europea 59 miliardi di euro sull’acquisto di combustibili fossili.
I progressi nella transizione energetica dell’Ue sono descritti dal think tank sul clima Ember nella sua European Electricity Review che sottolinea anche come questa avanzata delle rinnovabili abbia permesso di ridurre le emissioni del settore energetico dell’UE a meno della metà del picco del 2007.
Entrando nei particolari, il solare è stata la fonte energetica UE in più rapida crescita nel 2024; le aggiunte di capacità hanno raggiunto un livello record e la generazione è stata superiore del 22% rispetto al 2023. L’energia solare (11%, 304 TWh) ha superato il carbone (10%, 269 TWh) per la prima volta nel 2024, il che significa che il carbone è sceso dall’essere la terza fonte energetica UE nel 2019 alla sesta nel 2024. L’energia solare sta crescendo in ogni paese dell’UE, mentre il carbone sta diventando sempre più marginale. Sono oltre la metà i paesi dell’UE che nel mix elettrico utilizzano meno del 5% di carbone (tra cui l’Italia con 1,7%) e di questi ben 10 Paesi non hanno produzione elettrica a carbone.
La produzione di energia da gas è diminuita per il quinto anno consecutivo, nonostante una piccola ripresa della domanda di elettricità. Il consumo totale di gas dell’UE è diminuito del 20% negli ultimi cinque anni: circa un terzo di questo calo si è verificato nel settore energetico. Senza l’aggiunta di eolico e solare nel 2024, il consumo di gas dell’UE per l’energia sarebbe stato superiore dell’11%.
Nei cinque anni in cui è diventato operativo il Green Deal europeo, l’impennata nella produzione di energia eolica e solare è la ragione principale del declino della produzione di energia fossile. Senza la capacità eolica e solare aggiunta dal 2019, l’UE avrebbe importato 92 miliardi di metri cubi in più di gas e 55 milioni di tonnellate in più di carbone, con un costo di 59 miliardi di euro.
Secondo il report di Ember, i progressi compiuti in cinque anni di Green Deal europeo dovrebbero ispirare fiducia in ciò che può essere realizzato entro il 2030. In particolare, infrastrutture di rete ed elettrificazione saranno fondamentali per sostenere la crescita dell’energia pulita; anche se l’energia solare continua a essere la fonte di energia in più rapida crescita nell’UE, sono necessari maggiori stoccaggi e flessibilità della domanda per sostenerne la crescita, affinché i consumatori possano raccogliere tutti i benefici dell’abbondante energia solare. Dopo alcuni anni difficili per il settore dell’energia eolica, essa è destinata a crescere, ma non abbastanza da raggiungere gli obiettivi dell’UE. Colmare questo divario -dice il rapporto- richiederà un’attuazione continua delle politiche e un sostegno politico, in modo che il tasso di crescita da ora al 2030 sia più del doppio rispetto agli ultimi anni.