Il GER 2017 di Remedia: +37% di rifiuti tecnologici raccolti e 46 mln€ di benefici per l’ Italia

La raccolta dei rifiuti tecnologici (RAEE e pile e accumulatori) è in continuo aumento in Italia. Remedia, il principale Sistema Collettivo italiano per la gestione dei RAEE, nel 2017 ha raccolto 92.000 tonnellate di rifiuti tecnologici, il 37% in più rispetto all’ anno precedente, evitando l’immissione in atmosfera di 306 mila tonnellate di CO2, consentendo un risparmio di risorse di 177 mila tonnellate e con benefici economici per il Sistema Paese di 46 milioni di euro grazie alle importazioni evitate di materie prime.

Questo quanto emerge dal Green Economy report (GER) 2017, che illustra i risultati dell’attività del Consorzio nel 2017, e compie un’analisi sui prossimi sviluppi nella filiera del riciclo dei RAEE. A 10 anni di distanza dal primo ritiro di RAEE in Italia effettuato da Remedia, il Consorzio ha raggiunto il traguardo delle 500 mila tonnellate di rifiuti tecnologici gestiti, con un beneficio economico complessivo per il Paese di 140 milioni di euro.

All’interno del Report di quest’anno, si fa anche il punto su come cambierà la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia con l’entrata in vigore del sistema “open scope”. Dal 15 agosto 2018, infatti, vi sarà un importante cambiamento per la normativa che regola la gestione dei RAEE in Italia: molti prodotti finora esclusi entreranno a far parte del mondo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, tra cui carte di credito con chipbiciclette elettricheprese elettriche multipleapparecchiature di automazione per cancelli, tende, chiusure elettriche, cavi, stufe a pellet e molto altro.

“Con l’aumento del numero di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse al consumo si prevedono importanti risvolti socio-economici: fino a 15.000 posti di lavoro in più, più di 100 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate e 1.250 milioni di euro di risparmio nell’acquisto di materie prime – ha commentato Danilo Bonato, Direttore Generale di Consorzio Remedia – L’entrata in vigore dell’open scope, unitamente all’evoluzione della normativa sull’economia circolare e gli obiettivi europei sempre più stringenti, portano opportunità di crescita importanti per il nostro Paese”.

Anche quest’anno il Report analizza le performance ambientali del Consorzio sulla base di 4 impronte ambientali:

– Carbon Footprint (bilancio delle emissioni dei gas serra), che evidenzia un risparmio di emissioni pari a quasi 306 tonnellate di CO2eq: un beneficio pari al fermo di più di 94mila auto che in un anno percorrono 20 mila km.

– Water Footprint (bilancio idrico), che mostra un risparmio di acqua non consumata pari a quasi 1,8 milioni di metri cubi: un risparmio equivalente al volume di oltre 700 piscine olimpioniche.

– Material Footprint (bilancio delle risorse), che indica un risparmio di oltre 176mila tonnellate di risorse non prelevate dall’ambiente: un beneficio pari al peso di 17 Tour Eiffel.

– Land Footprint (bilancio del consumo di suolo), che delinea un quantitativo di suolo non consumato pari a 900 ettari: un vantaggio ambientale che equivale a più di 1.200 campi da calcio regolamentari.

Per quanto riguarda le performance gestionali, il Report evidenzia che l’89,4% dei rifiuti tecnologici raccolti e trattati da Remedia è stato avviato al recupero di materia e il 3,9% è stato trasformato in energia. Solo il 6,4% è stato destinato allo smaltimento in discarica (in continuo calo rispetto al 2015 e inferiore al 2016 di 1,2 punti percentuali), mentre lo 0,3% alla termodistruzione. Dal punto di vista dei materiali, l’analisi evidenzia un recupero complessivo di oltre 42mila tonnellate di metalli (di cui il 70,8% tra acciaio e ferro), circa 20mila tonnellate di vetro e circa 14mila tonnellate di materie plastiche.

Ne deriva che – sulla base dell’analisi della Fondazione sviluppo sostenibile – nel 2017 Remedia ha contribuito positivamente a ridurre i costi di importazione di materie prime per un valore pari a ben 45,6 milioni di euro (circa il doppio rispetto al 2016). In termini di materiali, i benefici a livello nazionale sono relativi al recupero di: metalli (87,7%, di cui ben il 39% di rame), plastica (10%) e vetro (2,3%).

Documenti del Convegno

 

Download “Green economy report | 2017_Remedia” Pubblicato il: 2 Lug 2018

Download “Raimondo Orsini e Alessia Albani: Presentazione Green economy report REMEDIA | 2017” Pubblicato il: 2 Lug 2018

Download “Comunicato stampa Remedia” Pubblicato il: 2 Lug 2018

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail