Nel 2017 cala produzione rifiuti e uso discarica, in crescita la differenziata. Rapporto Ispra

Nel 2017 la produzione di rifiuti urbani scende in Italia, in calo anche lo smaltimento in discarica e negli inceneritori, aumenta la raccolta differenziata che interessa in media oltre la metà dei rifiuti italiani.

Questi in sintesi i dati principali che emergono dal nuovo Rapporto Rifiuti Urbani dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). In particolare la produzione di rifiuti urbani diminuisce dell’1,7% rispetto al 2016 fermandosi a 29,6 milioni di tonnellate. Lo smaltimento in discarica interessa 6,9 tonnellate di rifiuti (il 23%) con una riduzione del 6,8% rispetto all’ anno precedente ed è diminuito anche il numero delle discariche, nel 2017 sono 123, 11 in meno rispetto al 2016.

Cala anche la quota di rifiuti urbani che vengono smaltiti negli inceneritori (18%) si tratta di circa 5,3 milioni di tonnellate, con una riduzione del 2,5% rispetto all’anno prima. Tutti gli impianti di incenerimento italiani, sottolinea l’Ispra, recuperano energia, elettrica o termica. Nel 2017 sono stati recuperati 4,5 milioni di Megawattora di energia elettrica e 2 milioni di Megawattora di energia termica. La maggior parte di rifiuti viene smaltita negli inceneritori del nord, con il 67% del totale e 26 impianti. Sono calati anche gli inceneritori in funzione, passati da 41 a 39.

Nel 2017 la raccolta differenziata in Italia raggiunge il 55,5% (+3% rispetto al  2016). Più alta al Nord (66,2%), più bassa al Sud (41,9%), mentre il Centro Italia è al di sotto della media nazionale (51,8%). Secondo il Rapporto sono 13 le regioni che raccolgono in maniera differenziata oltre la metà dei rifiuti urbani prodotti ogni anno: il Veneto è la regione con la più alta raccolta differenziata (73,6%). Le Regioni del sud, fanalino di coda per raccolta differenziata, nel 2017 hanno registrato progressi. Cinque Regioni, in particolare, tra 2016 e 2017, hanno fatto un salto di oltre 6 punti nella percentuale di raccolta differenziata, anche se rimangono sotto il valore medio nazionale: si tratta di Basilicata(45,3%), Puglia (40,4%), Calabria (39,7%), Molise (30,7%) e Sicilia (21,7%).

Il riciclo delle diverse frazioni provenienti dalla raccolta differenziata o dagli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani raggiunge, nel suo complesso, il 47% della produzione: il 20% è costituito dal recupero di materia della frazione organica (umido+verde) e oltre il 27% dal recupero delle altre frazioni merceologiche.

Il ciclo dei rifiuti è costato nel 2017 in media 171,19 euro per abitante. A pagare di più è chi abita nel centro Italia, 206,88 euro l’anno per abitante. Da uno studio sui comuni che applicano la tariffa puntuale (in base all’utilizzo di sistemi di rilevazione e quantificazione della produzione dei rifiuti riferiti a ogni singola utenza servita) emerge che, su un campione di 341 comuni aventi una popolazione 2.520.117 abitanti, i comuni che applicano il regime della tariffazione puntuale presentano un costo totale medio pro-capite a carico del cittadino inferiore rispetto ai comuni a Tari normalizzata.

Il Report dell’Ispra esamina anche l import e l’export di rifiuti. Nel 2017 sono state esportate355 mila tonnellate di rifiuti urbani ed importate 213 mila tonnellate.Uscendo dai confini nazionali, valori pro capite dell’Italia, relativi a produzione e gestione dei rifiuti urbani nel 2016, mostrano differenze rispetto alla media dell’Ue a 28. Produciamo più rifiuti, ne destiniamo di meno alle quattro forme di trattamento finale individuate da Eurostat. Conferiamo in discarica una percentuale di rifiuti urbani trattati maggiore della media UE28, ma anche la percentuale avviata a compostaggio e digestione anaerobica è superiore alla media dell’Unione. Da rilevare che il ricorso alla discarica vede un enorme divario tra i paesi europei: si va da un valore percentuale pari a 1% di Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia,all’82% della Grecia e al 92% di Malta.

Scarica il Rapporto Rifiuti Urbani 2018 ISPRA | Link

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail